B2CNews 4.4.02
Ridotte le attese per il business dei contenuti on line
Le entrate dalla vendita di contenuti on line cresceranno e arriveranno a 1,4 miliardi di dollari nel 2002, ma complessivamente non si trattera' mai di un grosso business. Questa l'ammissione di Jupiter Media Metrix. Nel 2001 erano stati spesi 700 milioni di dollari per la lettura di contenuti (ad esempio notizie di borsa o sportive o specializzate), 260 milioni per scaricare o utilizzare giochi e 30 milioni per scaricare brani musicali; 400 milioni per contenuti pornografici. Il pessimismo di Jupiter e' dovito al fatto che sette utenti di internet su 10 non capisce perche' qualcuno debba pagare per acquistare contenuti on line, vista l'abbondanza di offerta gratuita. A gettare nelo sconfort Jupiter e' il fatto che la percentuale di persone secondo le quali prima o poi i contenuti finiranno per dover essere pagati e' addirittura scesa identica dall'agosto del 2000 (45%) a oggi (42%). "Il mercato di massa continuera' a girare alla larga da qualunque proposta che somigli anche lontamanente a un abbonamento", afferma David Card, vice president e analista capo di Jupiter. In alcuni casi si potranno studiare, soprattutto utilizzando le possibilita' offerte dalla larga banda, offerte nelle quali l'abbonato riceve contenuto premium. Lo studio Pew Internet & American Life Project in novembre aveva scoperto che il 17% degli utenti americani di internet si era visto chiedere un corrispettivo per dei contenuti che riceveva gratis. Di questi solo un ottavo ha accettato, meta' hanno trovaro un alternativa gratis.
Ridotte le attese per il business dei contenuti on line
Le entrate dalla vendita di contenuti on line cresceranno e arriveranno a 1,4 miliardi di dollari nel 2002, ma complessivamente non si trattera' mai di un grosso business. Questa l'ammissione di Jupiter Media Metrix. Nel 2001 erano stati spesi 700 milioni di dollari per la lettura di contenuti (ad esempio notizie di borsa o sportive o specializzate), 260 milioni per scaricare o utilizzare giochi e 30 milioni per scaricare brani musicali; 400 milioni per contenuti pornografici. Il pessimismo di Jupiter e' dovito al fatto che sette utenti di internet su 10 non capisce perche' qualcuno debba pagare per acquistare contenuti on line, vista l'abbondanza di offerta gratuita. A gettare nelo sconfort Jupiter e' il fatto che la percentuale di persone secondo le quali prima o poi i contenuti finiranno per dover essere pagati e' addirittura scesa identica dall'agosto del 2000 (45%) a oggi (42%). "Il mercato di massa continuera' a girare alla larga da qualunque proposta che somigli anche lontamanente a un abbonamento", afferma David Card, vice president e analista capo di Jupiter. In alcuni casi si potranno studiare, soprattutto utilizzando le possibilita' offerte dalla larga banda, offerte nelle quali l'abbonato riceve contenuto premium. Lo studio Pew Internet & American Life Project in novembre aveva scoperto che il 17% degli utenti americani di internet si era visto chiedere un corrispettivo per dei contenuti che riceveva gratis. Di questi solo un ottavo ha accettato, meta' hanno trovaro un alternativa gratis.
